Perché è così difficile ricevere da Dio? — E come chiedergli saggezza


Una breve riflessione per tutti, sia per chi segue Gesù da decenni sia per chi è semplicemente curioso di scoprire chi è. Tutti i passi biblici sono tratti dalla Nuova Riveduta 2006.
Di Mike Roberts
La strana difficoltà di limitarsi a ricevere
Non so esattamente perché, ma per le persone è difficile semplicemente ricevere da Dio. Un dono viene offerto gratuitamente, eppure qualcosa dentro di noi esita.
Quando esamino con sincerità questa esitazione, vi trovo almeno tre cause profonde.
1. L’orgoglio non vuole ammettere che non ce lo siamo meritato
La prima è l’orgoglio. L’orgoglio si rifiuta di riconoscere che non meritiamo ciò che Dio ci offre e che non abbiamo alcun diritto di riceverlo. Vuole averlo pagato, guadagnato. La Bibbia, invece, presenta il dono più grande di Dio proprio per quello che è: un dono, non una ricompensa.
«perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.» - Romani 6:23
Qui il «peccato» indica il nostro allontanamento da Dio, cioè tutti i modi in cui non siamo stati all’altezza della sua perfezione. Il versetto mette a confronto ciò che guadagniamo, la morte, con ciò che Dio ci dona gratuitamente, la vita.
2. A volte abbiamo paura di ammettere quanto abbiamo bisogno di lui
La seconda causa è l’opposto dell’orgoglio: la paura. Quando finalmente ci rendiamo conto di quanto abbiamo bisogno di ciò che solo Dio può darci, ammetterlo può farci molta paura. Significa riconoscere che non siamo autosufficienti. Gesù ha espresso la nostra dipendenza da lui nel modo più chiaro possibile:
«lo sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla.» - Giovanni 15:5
«Dimorare» significa restare strettamente uniti a Gesù, rimanere con lui come un tralcio rimane unito alla vite. Un tralcio separato dalla vite non può produrre nulla; Gesù afferma che lo stesso vale per noi quando siamo separati da lui.
3. Non vogliamo essere in debito con nessuno
La terza causa è più sottile. Se ho veramente ricevuto la salvezza come un dono, e non come qualcosa per cui ho lavorato, ora sono forse in qualche modo in debito con Dio? Non voglio dovere nulla a nessuno. Pensavo che questo dono dovesse essere gratuito!
La Bibbia spiega che il nostro orgoglio è fuori luogo, perché, prima di tutto, abbiamo ricevuto ogni cosa che possediamo:
«Infatti, chi ti distingue dagli altri? E che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti vanti come se tu non l’avessi ricevuto?» - 1 Corinzi 4:7
Un vero dono non crea alcun debito; è proprio questo che lo rende un dono! Ciò che fa, però, è eliminare ogni motivo di vanto. Quando ti rendi conto che ogni cosa buona nella tua vita, perfino il tuo prossimo respiro, ti è stata donata, semplicemente non rimane più nulla di cui essere orgoglioso. E questo si rivela un sollievo, non un peso.
L’atteggiamento che apre la strada: ricevere come un bambino
Come possiamo, dunque, superare l’orgoglio e la paura? Gesù ci indica un modello inaspettato: un bambino.
"In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto»." - Marco 10:15
Pensa a come un bambino riceve un regalo. Non calcola ciò che dovrà dare in cambio, non prova un orgoglio ferito e non è sospettoso. Lo prende semplicemente a mani aperte e con gioia. È questo l’atteggiamento a cui Gesù ci invita. Non guadagnare. Non ripagare. Ricevere.
Come si ottiene la saggezza? Un enigma su cui vale la pena riflettere
Applichiamo tutto questo a qualcosa di specifico: la saggezza. Come possiamo realmente ottenerla? Il libro dei Proverbi offre una risposta che, a prima vista, sembra girare in tondo:
«Il principio della saggezza è: acquista la saggezza. Sì, a costo di quanto possiedi, acquista l’intelligenza.» - Proverbi 4:7
Leggi di nuovo questo versetto. Per diventare saggi, dobbiamo acquistare saggezza; e acquistando saggezza, dobbiamo acquistare intelligenza. Se sei come me, potrebbe sembrarti un ragionamento circolare: hai bisogno di saggezza per ottenere saggezza.
Nel tuo cammino con Dio incontrerai molti paradossi apparenti come questo. Non sono vicoli ciechi, ma inviti a guardare più in profondità.
Perché è normale che Dio sia difficile da comprendere
In parte, ciò che accade è semplicemente questo: Dio è più grande della nostra capacità di comprenderlo… e lo è di proposito.
"«Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie», dice il Signore. «Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri." - Isaia 55:8-9
Diventare discepoli di Gesù significa entrare in relazione con il Creatore dell’universo. Sarebbe piuttosto deludente poterlo comprendere pienamente fin dal primo giorno. Il Dio che ha creato ogni cosa possiede sicuramente una profondità molto maggiore! Ed è proprio così. Ma invece di escluderci, ci invita ad avvicinarci: a porre domande, a cercare il suo consiglio e a continuare a ricevere da lui una comprensione sempre più profonda per tutta la vita.
Come possiamo conoscere la verità? Chiedendo
Gesù ha collegato direttamente la libertà alla conoscenza della verità e alla conoscenza di lui:
"Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»." - Giovanni 8:31-32
Come possiamo, dunque, arrivare a conoscere la verità? La risposta più semplice attraversa tutta questa riflessione: chiediamo. Smettiamo di cercare di produrre la saggezza con le nostre sole forze e la domandiamo a colui che la possiede.
La testimonianza di chi lo imparò personalmente: Giacomo
Consideriamo Giacomo, l’autore del libro del Nuovo Testamento che porta il suo nome. Giacomo era anche il fratellastro di Gesù: avevano la stessa madre, Maria, ma un padre diverso, Giuseppe. Eppure, all’inizio, non credeva in Gesù:
«Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.» - Giovanni 7:5
Tra tutte le persone che avrebbero dovuto riconoscere chi era Gesù, Giacomo aveva avuto la possibilità di osservarlo da vicino, eppure inizialmente non comprese. A un certo punto, però, qualcosa cambiò ed egli arrivò a conoscere la verità. Forse fu proprio per questo che, in seguito, scrisse con tanta insistenza:
«Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data.» - Giacomo 1:5
L’espressione «senza rinfacciare» significa che Dio non ti rimprovera, non ti fa vergognare e non ti fa pesare la tua mancanza di saggezza.
Giacomo aveva sperimentato personalmente un Dio che dona saggezza con generosità e che non usa il nostro passato per accusarci. Se qualcuno sapeva che Dio non ci rimprovera per aver impiegato tanto tempo a credere, era proprio il fratello che aveva tardato a credere.
Dio dona senza rinfacciarti nulla
Vale la pena soffermarsi su quest’ultimo punto, perché è proprio ciò che il nostro orgoglio e la nostra paura mettono in dubbio. Quando ti avvicini a Dio per chiedere, egli non sta lì a braccia conserte, contando tutti i tuoi fallimenti. In tutta la Scrittura emerge costantemente l’immagine di un Dio che desidera ardentemente che tu ti rivolga a lui.
«Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento.» - Luca 15:7
«Ravvedersi» significa semplicemente voltarsi, cambiare direzione e tornare verso Dio.
«Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento.» - 2 Pietro 3:9
«il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e vengano alla conoscenza della verità.» - 1 Timoteo 2:4
Questa non è un’idea nuova, aggiunta soltanto alla fine della Bibbia. Fin dal principio, Dio ha esortato le persone a rivolgersi a lui per vivere:
«Di’ loro: “Com’è vero che io vivo”, dice il Signore, Dio, “io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie! Perché morireste, o casa d’Israele?”» - Ezechiele 33:11
Avvicinati, dunque, e chiedi con fiducia
Mettendo insieme tutte queste verità, scopriamo un invito straordinariamente aperto. Non devi guadagnarti il diritto di entrare. Non devi prima mettere in ordine la tua vita. Non devi temere di contrarre un debito e non devi aver già capito ogni cosa prima di avvicinarti.
«Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare grazia ed essere soccorsi al momento opportuno.» - Ebrei 4:16
La «grazia» è una bontà che non meritiamo: un dono offerto gratuitamente. Il «trono della grazia» è un’immagine della presenza di Dio, dove questa bontà ci viene donata.
Perciò, fratelli e sorelle — e chiunque stia leggendo semplicemente per curiosità — avvicinatevi. Venite come bambini, a mani aperte. Chiedete saggezza e confidate nella promessa del nostro Padre:
«Se poi qualcuno di voi manca di saggezza, la chieda a Dio che dona a tutti generosamente senza rinfacciare, e gli sarà data.» - Giacomo 1:5
Ecco un altro versetto, come aggiunta, tratto dalla lettera agli Ebrei:
«Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.» - Ebrei 11:6
Punti essenziali
Ricevere da Dio è davvero difficile per noi, generalmente a causa dell’orgoglio — perché vogliamo meritare ciò che egli ci dona —, della paura — perché ammettere di aver bisogno di lui ci fa sentire vulnerabili — o del nostro rifiuto di essere in debito con qualcuno.
Il dono più grande di Dio è gratuito (Romani 6:23). Un vero dono non crea alcun debito. Elimina, invece, ogni nostro motivo di vanto, perché abbiamo ricevuto tutto ciò che possediamo (1 Corinzi 4:7).
Dobbiamo ricevere come bambini, a mani aperte e senza calcolare ciò che dovremo dare in cambio (Marco 10:15).
Il modo in cui si ottiene la saggezza può sembrare un ragionamento circolare (Proverbi 4:7), ma la risposta si trova nella nostra relazione con Dio: egli è più grande della nostra capacità di comprenderlo (Isaia 55:8-9) e ci invita a continuare a chiedergli saggezza.
Arriviamo a conoscere la verità chiedendo a Dio (Giovanni 8:31-32).
Dio dona saggezza generosamente e senza rinfacciare. Non ti fa vergognare e non usa il tuo passato contro di te (Giacomo 1:5). Giacomo, il fratellastro di Gesù, lo imparò personalmente dopo essere stato inizialmente incredulo (Giovanni 7:5).
Dio desidera ardentemente che ci avviciniamo a lui; non è riluttante. Non prova alcun piacere nella rovina di qualcuno, ma desidera che le persone si rivolgano a lui e vivano (Luca 15:7; 2 Pietro 3:9; 1 Timoteo 2:4; Ezechiele 33:11).
L’invito è questo: avvicinatevi con fiducia e chiedete (Ebrei 4:16).


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